Sciacca: Un territorio da scoprire

Sciacca: Un territorio da scoprire

Sciacca

Sciacca è una vivace cittadina balneare, in provincia di Agrigento, affacciata sulle coste sud-occidentali della Sicilia. Famosa per le sue terme, per la lavorazione della ceramica e per il suo antico carnevale, la città è nel tempo diventata un’importante località turistica grazie anche ai suoi monumenti, di interesse storico e artistico, e le sue spiagge molto apprezzate dagli amanti del sole e del mare.

Storia

La città venne fondata nel VII secolo a.C, quando i primi dominatori, gli abitanti di Selinunte, formarono nell’attuale parte orientale della città un agglomerato urbano che, per le caratteristiche del luogo ricco di acque minerali, chiamarono Terme Selinuntine.

Nel periodo della dominazione araba la città diventò un importante centro agricolo e commerciale. Gli arabi le diedero il nome di Xacca che diventò poi Sacca e infine Sciacca.

Durante la dominazione Normanna la città fu governata dapprima dal Conte Ruggero e poi dalla figlia del conte, Giulietta. Sotto la sua guida la città visse un periodo di grande splendore durante il quale si iniziò la costruzione di importanti chiese, monumenti e palazzi, alcuni dei quali ancora oggi ben conservati.

Il caso di Sciacca

Tra il 1459 e il 1529 la città visse una vera e propria guerra civile causata dalle lotte tra la famiglia dei Luna, di origine catalana, e la famiglia dei Perollo, di origine normanna. Lo scontro tra le due famiglie terminò con l’uccisione di Giacomo Perollo e il suicidio di Sigismondo Luna, responsabile del delitto. Il “caso di Sciacca” ebbe notevoli conseguenze per la città che ne uscì devastata sia dal punto di vista economico che demografico. Ancora oggi è possibile ammirare il Castello dei Luna, strettamente legato alla storia della famiglia catalana e alla faida che divise in due la città.

Castello Luna Sciacca
Castello dei Luna, Sciacca

Terme

La storia delle Terme di Sciacca ha origini molto antiche, che vanno addirittura ricercate nella mitologia. Si racconta infatti che Dedalo, fuggito da Creta dove aveva costruito il famoso labirinto,arrivò sul monte Kronio dove, dopo aver scoperto le grotte “vaporose”, sistemò l’ingresso con sedili scolpiti nella pietra. 

Storicamente furono invece i Greci e poi i Romani a riconoscere e sfruttare le proprietà curative delle acque termali. Nel 530 d.C. con l’arrivo a Sciacca di San Calogero le terme vennero usate dal Santo e dai religiosi per curare gli infermi.

All’interno delle famose grotte o “stufe” l’atmosfera satura di vapore acque raggiunge la temperatura di quasi 40°; la terapia essudatoria (“antroterapia”) che vi si pratica risulta molto efficace per la artrosi, per diverse patologie dell’apparato osteoarticolare, per le patologie infiammatorie delle vie aeree superiori, per la gotta e la uricemia. Tra le diverse acque presenti nella zona, spicca invece quella di natura sulfurea che sgorga dalla Valle dei bagni e che è alla base del fango poi utilizzato per la fangoterapia; si tratta di un’acqua sulfureo-salso-bromo-iodico ipertermale che sgorga alla temperatura di 56°. Le inalazioni dell’acqua sulfurea possono apportare importanti giovamenti a coloro che soffrono di infiammazioni croniche dell’apparato respiratorio, di asma bronchiale, di enfisema polmonare e di bronchictasie e, a livello di otorinolaringoiatria, per le riniti, le sinusiti, le faringiti, le otiti e le laringiti. Una notevole efficacia è stata inoltre dimostrata nella cura di alcune malattie della cute (psoriasi, dermatite seborroica e acne) e delle malattie infiammatorie croniche dell’apparato genitale femminile. Un’altra acqua, proveniente dalla sorgente dell’acqua Santa e di natura minerale, è considerata efficace per la diuresi.

Gli stabilimenti termali

Le strutture termali di Sciacca sono quattro: lo stabilimento Nuove Terme, attiguo al Grand Hotel delle terme, il complesso di piscine di Molinelli, lo stabilimento delle Stufe di S. Calogero e le Antiche Terme che si trovano nella Valle dei bagni.
Lo stabilimento Nuove Terme si trova in una posizione di grande suggestione, sorgendo su un promontorio a strapiombo sul mare. All’interno vi sono diversi reparti specializzati per ogni tipo di cure e nel parco sono presenti due piscine alimentate con acqua sulfurea, una destinata al pubblico adulto e un’altra ai bambini.
Ad un paio di chilometri dallo stabilimento, nella località Molinelli, vi sono altre tre piscine termali costruite nel 1993 su una terrazza naturale che offre una splendida vista sul mare, oltre che sulla città di Sciacca, sulla rupe di Cammordino e sul monte Kronio. Sulla vetta di quest’ultimo si trova invece lo stabilimento detto “Stufe di S. Calogero”, consistente in due grotte vaporose naturali. Le Antiche Terme, quindi, dall’architettura ottocentesca, sono state recentemente restaurate per ospitare reparti di terapia speciale e un centro per la terapia delle malattie della pelle.

terme
terme
Terme di Sciacca

Ceramica

Sciacca è anche la città della ceramica, sopratutto nel centro storico si possono infatti trovare numerose botteghe di artigiani specializzati nella creazione e nella decorazione di vasi, piatti e statuine. Nella decorazione dei vasi dominano i colori del passato (giallo paglia, arancione, turchese, blu, verde ramina). La presenza del locale Istituto d’Arte e la possibilità per i giovani di formarsi all’interno delle varie botteghe presenti in città permettono di conservare e far rivivere l’antica arte della ceramica.

Carnevale

Tra i più antichi dell’isola, il Carnevale di Sciacca ha origini molto antiche che risalgono addirittura all’epoca romana, quando durante i festeggiamenti dei saturnali il re veniva sacrificato. Ma le prime testimonianze certe risalgono al 1616 quando il vicerè Ossuna stabilì che l’ultimo giorno di festa tutti si dovevano vestire in maschera.

Durante la festa popolare il popolo si riversava in strada travestito e mascherato, mentre venivano consumati salsiccia, cannoli e vino.

Successivamente per le vie della città iniziarono a sfilare i primi carri che col tempo diventarono sempre più grandi e strutturati. Negli anni venti buoi e carri trasportavano su una piattaforma addobbata le comitive in maschera che, seguiti da piccole orchestrine improvvisate, recitavano in dialetto locale mentre salsicce e vino venivano distribuiti tra i compaesani. A partire dal dopoguerra i carri iniziarono a essere intitolati, i temi rappresentati spaziavano dalla satira politica locale ad argomenti di attualità e di interesse nazionale ed internazionale.

I carri allegorici, ideati e realizzati nei mesi precedenti alla manifestazione, vengono assemblati solo la notte precedente all’inizio della sfilata. I carri, seguiti dai mini-carri e dai gruppi mascherati, sfilano per le vie della città dal sabato al martedì della settimana antecedente all’inizio della Quaresima.

Il Carnevale inizia il Martedì Grasso, con la consegna simbolica delle chiavi della città al re del Carnevale Peppe Nappa, personaggio adattato dai saccensi come maschera locale che apre e chiude la festa. Termina il Martedì grasso quando il Carro di Peppe Nappa viene bruciato in piazza.

All’interno del Museo del Carnevale, situato in Contrada Perriera è possibile ammirare i resti di alcune delle opere in cartapesta, nonché un’esposizione dei carri allegorici in miniatura riprodotti in ceramica, costumi dei gruppi mascherati e una galleria fotografica che ospita suggestivi fermo-immagine del Carnevale.

Agricoltura e Pesca

Per l’economia locale l’agricoltura e la pesca rappresentano le principali attività economiche. 

OLIO

L’olivo, pianta tipicamente Mediterranea, viene coltivata nel territorio di Sciacca fin da epoche remote. Oltre che nell’alimentazione, l’olio d’oliva veniva utilizzato anticamente, anche per la produzione di sapone e, nelle abitazioni, per fare luce prima dell’invenzione dell’energia elettrica.
Oggi l’ovicoltura rappresenta un settore in crescita sia quantitativamente sia qualitativamente; i numerosi nuovi impianti specializzati tendono verso varietà come la “Cerasuola”, “Biancolilla” e “Nocellara”, che i produttori hanno selezionato con sapienza e pazienza nel corso degli anni. Il nostro olio presenta caratteristiche organolettiche di tutto rispetto:  fruttato, delicato e persistente; con un sapore dolce con sentore di carciofo; ha una densità medio-alta ed una buona persistenza aromatica.
Da ciò emerge l’esigenza di lavorare per il riconoscimento del marchio “Doc” dell’olio extravergine di Sciacca che garantisce una forte identità sicuramente apprezzata dal mercato italiano ed estero.

VINO

Il vino Siciliano trae origine sin dall’epoca pre-greca e micenea ed è stato esportato in tutto il mondo. Negli anni 70/90, nel territorio di Sciacca si è avuta la massima produzione di Uva pari a circa q.li 600.000, tale sviluppo vitivinicolo, ed anche economico fa nascere, a Sciacca tre Cantine Sociali ed un Consorzio. A partire dal 1993 ad oggi si è avuta una drastica riduzione della superficie vitata. Oggi si sta lavorando molto per migliorare la qualità, seguendo così l’orientamento del mercato. In particolare oltre ai vitigni tradizionali si stanno introducendo altre varietà come lo “CHARDONNAY”, “GRECANICO”, “PINOT”, “MERLOT” etc. 

PESCE

Sciacca possiede il secondo porto peschereccio dopo Mazara, la flotta peschereccia è numericamente molto consistente e varia. A Sciacca c’è la più grossa concentrazione di industrie ittico conserviere nel bacino del mediterraneo, le industrie si occupano della lavorazione sotto sale o sotto olio extra vergine d’oliva.  Il prodotto lavorato artigianalmente, è di ottima qualità ed è apprezzato dalla Tavola Italiana. Il pesce azzurro che viene pescato è un pesce che contiene molti grassi buoni o meglio chiamati OMEGA 3, che hanno la funzione di pulire le nostre vene e arterie dai grassi e dai radicali liberi. Perciò viene consigliato per chi soffre di colesterolo i cardiopatici gli anziani e le persone obese in sovrappeso.

CORALLO

Il corallo di Sciacca ha caratteristiche uniche che lo distinguono da tutti gli altri coralli: la sua colorazione varia dall’arancio intenso al salmone-rosa pallido caratterizzato da macchie brunastre e talvolta nere proprio a testimoniare ed a certificare la sua origine vulcanica, fino al brunato del corallo fossile “bruciato” dalle altissime temperature raggiunte. Il corallo di Sciacca grezzo, materiale organico che cresce alle pendici del vulcano sottomarino, appena pescato appare opaco, mentre una volta pulito e accuratamente lavorato presenta una lucentezza vitreo-porcellanosa.